Come costruire una casa anti Covid e a prova di contagio

La sfida immobiliare del futuro è creare una casa anti Covid, ma anche a prova di contaminazione in termini generali.

12/10/2020  |  Fantini Cosmi Tempo di lettura
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Se fino allo scorso anno i temi principali in termini di abitabilità erano sostenibilità, risparmio energetico e smart home, la pandemia ha cambiato repentinamente il paradigma introducendo, almeno nel breve e medio periodo, un nuovo tema, cioè quello della protezione da contagi e agenti patogeni. Progettisti, costruttori, designer hanno iniziato a delineare come gli edifici residenziali dovranno essere a prova di Covid-19 e in un articolo del Sole 24 ore queste tendenze sono state riassunte in un decalogo.

Insomma, il tema della casa anti Covid è entrato prepotentemente nel mercato e ha risvegliato l’attenzione intorno a un problema finora sottovalutato, quello della qualità dell’aria.

Una casa a prova di batteri

Il white paper DesignTech For future è uno dei primi esempi di come il mondo del design e dell’innovazione si sia già attivato per dare risposte concrete a questo tema.
Naturalmente, costruire o realizzare una casa anti Covid tout court è un esercizio di teoria, dal momento che sarebbero necessari gli stessi accorgimenti che vengono messi in pratica dei laboratori di ricerca e negli ospedali.
Tuttavia, realizzare abitazioni che offrano una maggiore protezione nei confronti di virus e batteri è sicuramente possibile. Ecco le principali soluzioni identificate nel white paper.

Fra i concetti principalmente dedicati agli ambienti pubblici, o comunque aperti al pubblico, spiccano le tecnologie rivolte alla misurazione automatica della temperatura e alla disinfezione con i raggi UV. Diverse altre soluzioni, tuttavia, possono essere applicate anche al contesto residenziale.

Per esempio, migliorare la ventilazione degli ambienti in modo naturale (dove la qualità dell’aria lo permetta) o attraverso sistemi di ventilazione meccanica con controllo e gestione della qualità dell’aria. Ciò consente di avere aria pulita e libera da inquinanti e batteri.

Anche le tecnologie wireless e contactless possono costituire un importante aiuto. A oggi sappiamo che i virus possono sopravvivere per diverso tempo sulle superfici, e quelle di contatto comuni possono diventare veicoli di infezione. Ridurre le occasioni di contatto significa ridurre le possibilità di contagio.

Infine, l’utilizzo di materiali resistenti ai germi, la possibilità di adattare gli spazi in modo rapido e agile e la scelta di ridurre la densità di persone saranno altri accorgimenti di aiuto.

La nostra casa può difenderci dai contagi?

Alcune delle soluzioni indicate sono senza dubbio dedicate alle nuove costruzioni, tuttavia possiamo mettere in pratica alcuni dei consigli sopra riportati per adattare la nostra abitazione alle nuove esigenze. Che, in seconda analisi, hanno molti punti in comune con un generale miglioramento della qualità della vita. Rendere la nostra casa a prova di batteri, muffe e agenti inquinanti significa, prima di tutto, renderla più pratica, più vivibile e più pulita.

Soluzioni tecnologiche per rendere la nostra casa più sicura

Alcune delle soluzioni che vengono proposte in realtà non richiedono nemmeno particolari tecnologie. Ridurre gli ingombri e sfruttare meglio gli spazi, infatti non hanno bisogno di soluzioni particolari. L’idea di creare uno spazio intermedio, per esempio sfruttando un cortile o un patio, da usare come zona di passaggio e “decompressione” fra l’esterno e l’interno, è possibile senza grandi interventi strutturali. 

Ovviamente le tecnologie per la smart home, come la possibilità di gestire riscaldamento e raffrescamento direttamente da un’App sullo smartphone o attraverso i comandi vocali, permettono di ridurre le occasioni di contatto, anche in casa, in particolare nelle zone “di passaggio” prima di avere cambiato abiti ed eserci disinfettati correttamente le mani.

La qualità dell’aria è importante nella protezione dai contagi

Come abbiamo visto, una delle indicazioni principali riguarda la gestione della qualità dell’aria attraverso la ventilazione. Del resto, si tratta di una indicazione già fornita dall’Istituto Superiore di Sanità e che trova un’applicazione pratica ed efficiente nei sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC). 

Fantini Cosmi a tal proposito offre una gamma completa per la VMC centralizzata (Serie Aspirlight e Serie Aspircomfort) oltre ad accessori come i box di sanificazione con lampade a raggi ultravioletti del tipo UV-C (installabili “in linea” sul condotto di mandata dell’aria di rinnovo delle macchine VMC), la cui efficacia germicida è universalmente riconosciuta e che contribuiscono in modo sicuro e silenzioso alla sanificazione dell’aria.

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